Un anno nel Ducato: una retrospettiva

è già passato un anno intero dal mio arrivo in queste strane terre, dove razze differenti convivono in una pace tanto surreale quanto sottile. Come la tela di un ragno, è perfetta per come è costruita ma basta un evento intenso per spezzarla, mandando in frantumi un lungo e meticoloso lavoro.


In tutta questa pace apparente, a dominare è il caos, quello vero e puro, distillato, infame nel sapersi mascherare da normalità e letale come un cappio poggiato al collo di tutti i cittadini, convinti al più che si tratti di un normalissimo guinzaglio saldamente tenuto in mano da Nobili e personalità di spicco. Quanto sbagliano, questi poveracci.

Ed è proprio nel caos, sotto la guida di Vhaeraun che ho potuto incontrare quella che gli stolti chiamano “banda dei ladri“. Persone che hanno imparato a vivere, a trarre beneficio dalle circostanze avverse. Persone con un’intelligenza fuori dal comune, capaci di stringere i denti di fronte ad antipatie ed odio per perseguire uno scopo comune. Laddove gli straccioni bramano un pugno di monete ed una pubblica reputazione ambigua, i membri della banda vivono contemporaneamente nell’ombra ed alla luce del sole. Hanno profili pubblici importanti, rispettabili, talvolta anche nobili ma nell’ombra spostano pedine come in una gigantesca partita a scacchi. Monete? Quello sono uno strumento, il mezzo con cui raggiungere il proprio scopo. Mentre i ladruncoli son soliti bighellonare nelle piazze dei mercati, giocando vistosamente a fare i loschi, menti superiori studiano, organizzano, pianificano e tessono relazioni.

Forse è proprio questo l’insegnamento più importante che Vhaeraun ha voluto impartirmi nell’ultimo anno: odio, inimicizie, invidia, collera, fretta e orgoglio sono per poveri, destinati a rimanere tali. O passatempi per ricchi che si sentono intoccabili ma che puntualmente, uno ad uno, come una zanzara arrogante finiscono schiacciati dagli schiaffi della realtà. Mettendo da parte il superfluo e rimanendo concentrati sull’obiettivo, si ottengono grandi risultati. Non parlerò di quelli ottenuti dalla banda, perché mettere nero su bianco certe cose è troppo rischioso, anche usando inchiostro lunare. Eppure le voci corrono, e sono lusinghiere. Non confermerò nulla su questa pergamena pregiata ma si vocifera che la banda sia stata in grado, grazie ad una fitta trama di conoscenze create nel tempo ed abilità specifiche dei singoli, a rubare un veliero con oltre un milione di monete oro, più pietre preziose assortite. Il veliero è stato camuffato e rinominato ed è quindi ora ad uso della banda. Altro che borseggiatori da quattro soldi e ciarlatani che si arrampicano sui tetti convinti di non essere visti, rischiando pure l’osso del collo!

A proposito di ricchezze, in un solo anno sono riuscita a distinguermi nel Ducato e nelle sue isole, creandomi una solida reputazione e fama di mercante, anche se qualcuno già parla di “trafficante“. Drow mercante che vende a qualsiasi razza, elargisce mazzette a qualsiasi funzionario delle istituzioni, porta merce a chiunque lo richieda. Vhaeraun mi ha mostrato la via e mi ha messa a durissima prova in più di una circostanza. Una fata ha provato ad incenerirmi, dei nani (Che da ora in poi chiamerò solo Teste di Khaza) hanno provato a stampare il mio volto sul muro a colpi di maglio, sono stata sequestrata dal mio stesso equipaggio in mare aperto salvo essere salvata proprio da membri della Banda. Non è stato facile ma ora ho un patrimonio personale molto importante composto da parecchie monete oro, quattro imbarcazioni, un magazzino di proprietà, un appartamento da 5 vani in affitto, informatori e prestanome su tre quarti delle isole. Le altre si aggiungeranno presto alla lista.

È stato un anno incredibile e tante soddisfazioni dovranno ancora arrivare. Se è vero che al mondo siamo soli e moriremo soli, trovare qualcuno che nella tempesta rema nella stessa direzione fa la differenza, indipendentemente dalle motivazioni più oscure che muovono i singoli.

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