L’ingresso nella Banda

L’incontro è avvenuto ed i miei sospetti iniziali hanno trovato conferma. Con la scusa di dover riciclare del denaro, che mi è stato consegnato sotto forma di sacchetti da 10000 monete e quindi tassabile al momento dell’incasso, ho nuovamente preso contatti con il Capo Oste, il contatto con la banda con cui da tempo cerco di concludere affari.

Come concordato, ho ricevuto una missiva infilata sotto la porta del mio magazzino, sito nella piazza nelle Nuove Terre. Al suo interno, solo un simbolo. Una X che mi ricorda che è giunto il momento di conoscerli e di avanzare la mia candidatura ad entrare in pianta stabile in quella che fino ad oggi ho chiamato la Gilda di Commercianti Indipendenti.

Mi sono recata quindi nuovamente alla taverna “Il Frate Ubriaco”, scegliendo questa volta di passare dalla rete fognaria così da evitare la luce del sole che mi debilita. Non potevo permettermi di arrivare stanca e vulnerabile ad un incontro che preparo da diverso tempo, con il supporto sempre presente del Dio delle Ombre. Nel mio magazzino ho scavato un tunnel che mi permette accesso alla rete fognaria: è stato un lungo lavoro anche la predisposizione della scalinata per scendere e la mappatura sotterranea dei cunicoli di scolo, tra deviazioni, intersezioni e tombini con troppa possibilità di essere scoperta. Ciò nonostante, il duro lavoro ha ripagato, permettendomi di arrivare esattamente sotto le latrine della Taverna.

Qui sono emersa e qui ho incontrato l’oste. Lui, in fine, è non solo il contatto ma la persona che ho sempre cercato. E pensare che l’ho sempre avuto sotto il naso e spesso ho anche sospettato di lui. L’abilità dimostrata nel mantenere la copertura è una medaglia al valore, un talento che voglio fare mio per meglio gestire i miei affari. Già nelle taverne e tra i monaci di Simeht sono nota come Ruby, un nome tanto unico quanto facile da ricordare, se la mente di chi lo pronuncia è in grado di collegarne il significato al colore dei miei occhi.

L’oste, dicevo, mi ha valutata per tutto questo tempo. I miei affari, la mia dialettica, i miei modi di fare, la mia capacità (Da migliorare) di interagire con gli elfi. Anche in questo devo ringraziare Vhaeraun ed il suo sogno/comandamento di unione di tutte le razze elfiche per uno scopo comune: il dominio, legale, sulla superficie.

Ho fatto quindi il mio ingresso in quella che da oggi non chiamerò più Gilda di Commercianti Indipendenti ma semplicemente “La Banda”.

Ho molto, anzi moltissimo da imparare ed ho intenzione di far tesoro di ogni singolo secondo speso con loro. Mi è stato affidato anche un nome in codice, uno nuovo differente da quello con cui mi conoscono nei locali malfamati ed ovviamente impossibile da ricollegare al mio vero nome. Eviterò di citarlo qui, dovesse mai questo diario finire in mani sbagliate. Ora ho responsabilità che vanno oltre la mia persona ed intendo onorare ogni singolo impegno preso, oltre a dimostrare fin da subito a tutti il mio valore.

Nota: non vedo da tempo la lady umana conosciuta nella piazza delle nuove terre, ove risiedono i miei affari e la locanda.

Ultima nota: ho preso residenza nel Ducato, tra la Banca e la Taverna del Viadante, nel Vicolo dei Pegni al 13. Più che di un letto necessitavo di un punto di appoggio facilmente raggiungibile. L’ultima esperienza in taverna con le guardie mi ha insegnato che è meglio potersi dileguare celermente e la distanza che separa il centro del Ducato dalle Nuove Terre è decisamente troppo elevata per garantirmi movimenti discreti a lungo.

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