La figlia di Vhaeraun

Sono senza parole, stanca, affaticata e nel contempo piena di fiducia nelle mie possibilità e nell’importanza della mia missione. Ancora una volta, l’ennesima volta, Vhaeraun ha vegliato sui miei passi ed in maniera ancor più visibile e plateale, è giunto in mio soccorso. Andiamo con ordine.

Qualche giorno or sono ho tentato di portare a termine il mio incarico alla taverna del viadante. Non è solitamente un luogo idoneo per trovare gente benestante e con oggetti di valore, tuttavia le attuali festività hanno attirato un gran numero di Sir, Lord e Signorie da diverse corti. Ho deciso ieri notte di tentar nuovamente la sorte, presentandomi in quel luogo maleodorante con il preciso intento di dimostrare a me, alla Gilda di Mercanti Indipendenti e soprattutto al Signore delle Ombre che questa figlia, questa ragazza, è all’altezza del suo ruolo.

Un soldato brindava, ad un tavolo con una Nobile Strega di nome Malik ed una curiosa demone (tale StregaHydra) tanto grande quanto mansueta, lo “spirito Lottiano”. Ignoro a cosa si riferissero tuttavia sul tavolo erano presenti bevande e delle pregiate coppe. Con un po’ di dialettica e buone maniere sono riuscita a farmi invitare al tavolo, dialogando del più e del meno mentre osservavo attentamente gli oggetti del mio desiderio. Per aver conferma della loro bontà, finsi di riconoscerne una come Coppa di Azivir, oggetto tanto noto quanto raro nel Ducato, con un discreto mercato tra i ricettatori di antichità. Immediatamente l’umana mi ha smentito, come previsto, enunciandone l’origine: coppe magiche “di Sua Azzurrità”. Perfetto, avevo finalmente trovato un oggetto di valore, facile da far sparire e che di certo avrebbero voluto aver indietro. Non parliamo certo di cifre folli ma tanto doveva bastare per portare a termine il mio compito.

Qui, purtroppo, sono iniziati i problemi. Proprio quando tutto stava andando per il verso giusto, un drow ed un folletto, presumibilmente mercenari per quanto ho potuto intuire dalle loro conversazioni e scambi di battute con i presenti al mio tavolo, hanno fatto il loro ingresso in taverna. Mercenari, solitamente, sono sinonimo di guai. Non temevo certo per la mia incolumità, cercando anzi un contatto visivo e di intesa con il drow, a cui ho dato il mio saluto con il linguaggio gestuale drowish. No, il pericolo è la dote che i mercenari portano. Guardie.

Queste, non hanno infatti tardato ad arrivare. Capendo di non aver più possibilità di manovra, ho cercato di allontanarmi con indifferenza dalla locanda, salutando cortesemente i presenti ed ostentando assoluta tranquillità. Tuttavia, una delle guardie, era particolarmente interessata alla sottoscritta. La guardia, un demone che si presenta con il nome Thurog, mi ha chiesto generalità e motivo della mia presenza nel Ducato. Ho faticato non poco in questi giorni per mantenere segreto il mio nome, fornendo in passato false generalità. Alcuni, qui, mi conoscono come Ruby. Non potevo far cadere la maschera proprio in questo momento ma non vi era via d’uscita. Ho iniziato ad elencare i miei leciti e pubblici commerci quando un gesto stupido dell’umana, un ticchettio con l’unghia sulla corazza della guardia, ha attirato la sua attenzione e la sua ira. Una seconda guardia era invece concentrata sui mercenari, per fortuna si trattava di un drow che ha ricambiato il mio saluto gestuale drowish, ignorandomi subito dopo.

Il demone Thurog, tuttavia, ha perso celermente le staffe tanto che la sua Aura ha inghiottito nell’oscurità tutto ciò che si trovava a due metri di distanza. Oscurità, mia amica e mio conforto, donata al momento giusto da Vhaeraun. Il repentino allontanamento dei mercenari ha solo contribuito alla mia causa così come la presenza di un enorme cittadino con problemi intestinali, i cui disgustosi peti hanno costretto a tenere la porta della taverna aperta sulla tempesta e la notte buia, impreziosita dalla scarsa luce donata dalla luna calante. Uscendo ho quasi urtato la slitta dei mercenari, giunta in maniera provvidenziale, facendomi cambiare rapidamente direzione verso i vicoli che da lì a breve mi avrebbero riportato nelle nuove terre, al mio magazzino.

Il mio anonimato è integro, così come la mia fedina penale. Anche stanotte, Vhaeraun ha messo in chiaro chi è la sua figlia prediletta.

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