Diario della capitana: il mondo intero è in mare

Anno XXIII – Mese 2° – Giorno 14°
Orario partenza: 11.40
Ora stimata di arrivo: Anno XXIII – Mese 2° – Giorno 16° stimato nel pomeriggio
Tempo: nuvoloso
Fasi Lunari: Luna calante
Temperatura: tiepido
Vento: Di ponente
Porto di partenza: Isola di Dorada
Porto di Arrivo: Cuivienen
Scalo intermedio: Provvidenza, Loto
Passeggeri: nessuno
Carico stiva: 1399 caraffe d’acqua, 579 rubbi di cibo, 19 rubbi di spezie. Pietre preziose custodite in cassaforte.

Note della Capitana: conosco sempre meglio il lungo tratto di mare che separa il Porto del Sole dall’Isola di Dorada, sia per quanto concerne la rotta semplice rotta da seguire che per il comportamento della mia Tristanic e le esigenze della ciurma. Per quanto non sia dovuto e necessario, porta conforto ai marinai poter scendere su terra quando questa viene avvistata, soprattutto dopo giorni di navigazione in mare aperto con tempo spesso mutevole e vento che quasi mai rimane costante, costringendo a nuove manovre e adeguamento delle vele. Rimango dell’idea che sia rischioso, non tanto per quel che può capitare sulle isole quanto per il fatto che una volta scesi a terra, le gambe di disabituano al mare ed alle onde. Poco male, siamo in tempi di apparente pace e la nuova balista di recente installazione è un ottimo deterrente per malintenzionati. La tratta, come dicevo, è parecchio lunga ma generalmente poco affollata. Generalmente.

Non posso non annotare, a beneficio dei miei alleati, faccendieri e compari di ventura, un incremento significativo di imbarcazioni che solcano il mare, muovendosi di gran fretta tra le varie isole. Tuttavia nessuno pare fermarsi o avvicinarsi per commerciare o per scambiarsi bandiere di cortesia. Solo fretta senza profitti. Incomprensibile.

Mi sono recata, come annotato nel diario di bordo, nella splendida Repubblica di Dorada, senza aver tuttavia il piacere in questa circostanza di incontrare la Capitana del Popolo Riannon. Donna risoluta e tanto indaffarata: conoscendola, sicuramente era intenta a posizionare le catapulte verso navi non gradite in procinto di entrare nel suo porto. Porto parecchio affollato come sorprendentemente popolata era la giungla. Ho imparato ad orientarmi ed a raggiungere facilmente il tempio, qualità che evidentemente mancava a tanti avventori che ho visto incamminarsi verso aree paludose e fitte di animali poco accoglienti e soprattutto affamati. Terminata la mia preziosa missione con tempistiche più brevi del previsto, per la felicità dei marinai sono ora di rientro verso il Granducato.

Abbiamo fatto tappa, come previsto, sia a Provvidenza che a Loto. Proprio qui ho notato ulteriore movimento sospetto, in un’isola dove solitamente non vi è anima viva se non qualche abitante che ho avuto il piacere di conoscere ma di certo poco commercio. Una flotta nutrita era presente al molo e vari personaggi si aggiravano in spiaggia. Toghe e bucanieri, una strana combinazione decisamente inusuale. Non mi sono avvicinata oltre, il mio sesto senso mi ha consigliato di mandare solo una scialuppa a recuperare acqua dolce da delle piccole cisterne di raccolta per acqua piovana che in passato ho fatto costruire dagli abitanti del luogo, nascoste dalla vista di tutti e fuori dai sentieri solitamente battuti. O via mare, o quasi non ci si arriva. Allungata l’acqua con un pò di Rum, dato che iniziava a stagnare, siamo ripartiti in direzione Cuivienen.

Ancora, in mare aperto, una quantità sbalorditiva di navi, capitanate per lo più da incapaci ed alle prime armi ma esperienza mi insegna che la motivazione è una buona maestra e quel che oggi pare un fastidio di passaggio, un domani potrebbe diventare un problema serio. Molti sembrano impegnati a dar la caccia a degli squali giganti, che Vhaeraun me ne salvi, con quel che costa questa nave. Mi vien da ridere pensando che oggi un trancio di carne di pesce valga nettamente di più di pietre preziose. Un giorno il mondo tornerà a ragionare normalmente.

Per motivi chiaramente di sicurezza, assumerò presto della nuova forza di difesa. Ho bisogno di personale preparato per movimentare le baliste e guerrieri di fiducia che possano tenere sotto controllo ponte, stiva e mare nelle ore diurne, quando sono costretta nella Cabina del Comandante. La notte mi appartiene, il giorno mi annichilisce.

Rispondi